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TSC UP CLOSE - STEFANO PATUZZI

Welcome to a new series where we ask our world-leading experts to give their personal insight into the need and value of the Teatro San Cassiano. This time: Dr Stefano Patuzzi

 

 

We start close to home with Dr Stefano Patuzzi, a founding-director of the Teatro San Cassiano Group. Stefano is very much the unsung hero, working in partnership with Paul across all executive areas of the project, most especially Italy and as our Director of Research. In short, we would not have achieved what we have without him. He gives our research and our process an integrity of which we are very proud. Here, then, are Stefano's thoughts on the Teatro San Cassiano project: up close!

"Sono profondamente convinto che il Teatro San Cassiano cambierà la nostra percezione dell’opera sei- e settecentesca e, in certa misura, dell’epoca ‘barocca’ nel suo insieme. Non perché in ambito operistico, teatrale, architettonico, musicale e musicologico negli ultimi decenni non siano stati fatti passi avanti: al contrario, e soprattutto dal secondo Novecento in poi, i passi avanti sono stati molti, talvolta persino sorprendenti e rivelatori. Ma ciascuno di questi settori, per sua stessa natura e tenendo a mente lo specifico dell’opera barocca, è in grado di apportare solamente alcuni tasselli all’esperienza complessiva, fra le più articolate di quel tempo.

Il Teatro San Cassiano, invece, da un lato avrà la necessità di far dialogare tutte queste discipline e questi ambiti, e altri ancora (si pensi solo alle tecniche costruttive lignee, quanto più possibile ricalcate su quelle in uso a Venezia negli anni Trenta del Seicento); dall’altro offrirà a professionisti e appassionati—per la prima volta in tempi moderni—l’occasione unica di poter vivere un contenitore teatrale straordinariamente emblematico, ricostruito secondo criteri di scrupolosa fedeltà alla storia.

L’esistenza stessa del Teatro San Cassiano e delle dotazioni necessarie (le scenografie, per tutte) indurrà noi, del teatro, in primo luogo ad acquisire modi e tecniche che si sono persi nel tempo: si pensi ad esempio alle ‘macchine’, che bisognerà reimparare a costruire e a utilizzare, oppure alle tecniche e ai metodi di illuminazione a torce, lumi, candele, che costituivano gli strumenti di una grammatica, una sintassi e un’arte della luce che non ci appartiene più, se non in modo del tutto rudimentale. Grazie a ciò, una volta maturata l’esperienza di base necessaria, sia il pubblico, sia gli studiosi e gli specialisti potranno toccare con mano, comprendere e interpretare meglio certi elementi-chiave dell’opera del Sei- e del Settecento, misurandosi con una matericità, gustando un ‘sapore’ e imbattendosi in uno stupore che, oggi, è solo possibile immaginare, e in minima parte.

Tutto questo sarà dunque al centro del dialogo—denso, affascinante, non scontato—che di volta in volta verrà instaurandosi tra i due estremi che caratterizzeranno intrinsecamente il Teatro San Cassiano. Da un lato noi tutti, ciascuno con il proprio retroterra antropologico e sociale unico e al tempo stesso tipico di chi si sia formato in una certa area e sia cresciuto tra ventesimo e ventunesimo secolo; dall’altro il primo teatro d’opera pubblico, ricostruito quanto più fedelmente ci consentiranno le conoscenze accademiche e le competenze artigianali, operativo al meglio delle sue potenzialità e, aspetto tutt’altro che marginale, davvero pubblico, in quanto aperto—continuativamente e in vari modi—a tutti e ai veneziani in modo particolare."

Dr Stefano Patuzzi
Director of Research
Teatro San Cassiano

 

Note

All submissions within this series are given in the writer's own language and are not translated. This is to maintain the integrity of their statements, which are their own and without editorial interference or input from the Teatro San Cassiano. The idea of the series is to give you, the reader, an insight into the huge historic and cultural significance of the project and to see it from the multitude of professional perspectives that will need to come together as we approach the enormous task of seeking to reconstruct the Teatro San Cassiano of 1637.

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