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Abbiamo pensato di augurarti una Buona Pasqua con un’aria di uno dei più grandi figli di Venezia: Antonio Vivaldi, “Vedrò con mio diletto” dalla sua opera Il Giustino (Teatro Capranica, 1724).
Un ringraziamento forte alla nostra ambasciatrice Ann Hallenberg, accompagnata dal nostro Direttore artistico Andrea Marcon e dal nostro grande amico Johannes Keller.
Questo ci dà anche l’opportunità di celebrare il lavoro, di straordinaria importanza, dei nostri partner presso all'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, Fondazione Giorgio Cini, e di inviare un saluto al nostro consigliere Francesco Fanna (direttore dell’istituto).
Istituto Italiano Antonio Vivaldi
Ecco come Francesco Fanna espone la sua visione dell’istituto:
“L’Istituto Italiano Antonio Vivaldi viene fondato da Angelo Ephrikian e Antonio Fanna nel gennaio 1947 – in un’Italia che usciva distrutta dalla guerra e in cui si respirava grande desiderio di rinascita – con l’intento di pubblicare tutta la musica strumentale del Prete rosso. L’audace progetto, sotto l’autorevole direzione artistica di Gian Francesco Malipiero, viene portato a termine nel 1972 con la pubblicazione di 529 partiture. Dal 1978, entrato a far parte della Fondazione Giorgio Cini, l’Istituto riprende la propria attività editoriale con la pubblicazione di tutta la musica vocale sacra e profana; completato anche questo gruppo di composizioni, formato da circa un centinaio di pubblicazioni, si è avviata l’edizione critica della musica teatrale: le tre serenate e i ventiquattro drammi per musica giunti fino a noi.
Sin dal primo momento l’Istituto Vivaldi aveva dato vita, sotto la guida di Angelo Ephrikian, all’«Orchestra Sinfonica della Scuola Veneziana», per far conoscere, attraverso le sue esecuzioni, le musiche che si andavano pubblicando, in un’interpretazione radicalmente nuova rispetto a quanto ascoltato fino a quel momento. L’inedito approccio di Ephrikian è stato fondamentale per avviare una più consapevole coscienza interpretativa – che si sarebbe sviluppata nei decenni successivi – nei confronti della musica barocca.
Nel 2017 l’Istituto, riprendendo lo spirito dei suoi esordi, ha dato vita all’«Accademia Vivaldi», per permettere a giovani strumentisti e cantanti di approfondire la conoscenza dello stile e della prassi esecutiva della musica di Vivaldi, sotto la guida di rinomati interpreti ed esperti docenti, affiancati dai musicologi che curano le edizioni critiche delle opere di Vivaldi.
Per i giovani musicisti dell’Accademia sarà dunque una magnifica opportunità di ulteriore approfondimento poter sperimentare in prima persona il ‘suono’ delle opere del Prete rosso grazie a questo nuovo ed eccezionale ‘strumento musicale’. Il nuovo Teatro San Cassiano si configura come la meta ideale per mettere in scena i drammi per musica di Vivaldi mediante esecuzioni storicamente informate, offrendo uno spazio molto simile al teatro veneziano più legato al Prete rosso: il Teatro Sant’Angelo.
Vivaldi non ha mai presentato una sua opera al Teatro San Cassiano, anche se in una lettera indirizzata al Marchese Bentivoglio parla della messa in scena di un suo lavoro nella stagione del 1736, ma il progetto non verrà mai messo in atto.
Attendo dunque di veder realizzato quello che non fu possibile a Vivaldi nell’Autunno 1736: rappresentare finalmente una sua opera al Teatro San Cassiano!”
Francesco Fanna (Direttore dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi)
Non c’è dubbio che la Fondazione Giorgio Cini, attraverso il suo rinomato istituto, sia leader mondiale per quanto riguarda la produzione su Antonio Vivaldi.
La loro ricerca, riproposizione e celebrazione della sua straordinaria musica non costituiscono solamente un’ispirazione, ma il loro contributo alla nostra comprensione di questo grande compositore veneziano, e della sua musica, fissa uno standard a cui possiamo solo aspirare. Non vediamo l’ora di poter collaborare. Per ora, rimane sorprendente che oggi non esista alcun teatro in grado di mettere in scena l’opera come Vivaldi la concepì nel corso della sua vita (1678-1741), o il contesto acustico per il quale scrisse. Senza un simile teatro ci viene impedito di portare questa meravigliosa ricerca alla destinazione che merita e di esplorare davvero le opere vivaldiane attraverso la loro realizzazione sia sul palcoscenico sia nella buca orchestrale.
Parliamo spesso del valore dello Shakespeare’s Globe nell’approfondimento della nostra comprensione del Bardo, ma allo stesso modo Venezia e l’Italia meritano un teatro per celebrare uno dei loro più grandi compositori, per non parlare di Monteverdi o Cavalli; e ovviamente si potrebbe continuare. Attendiamo dunque con impazienza il giorno in cui Vivaldi verrà rappresentato al Teatro San Cassiano e, con l’occasione, di scoprire quanto saremo in grado di ottenere lavorando sia con l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi, sia con la più ampia famiglia della Fondazione Giorgio Cini. Nel frattempo goditi questa meravigliosa registrazione dal nostro lancio a Londra!
Insieme possiamo realizzarlo.














