UNICAMENTE VENEZIANA

L’opera barocca torna a casa

Il Teatro San Cassiano restituirà a Venezia l'opera barocca messa in scena in modo storicamente consapevole; grazie a essa ci condurrà in un viaggio lungo due secoli, attraverso le tappe salienti nella storia del più grande dono che Venezia abbia offerto al mondo.

Essendo l'unico teatro barocco ricostruito e pienamente attivo al mondo, il teatro fornirà le condizioni ideali per ricreare quell'ambiente intimo così intrinseco allo sviluppo del genere operistico. La sua essenza sarà unicamente barocca, unicamente veneziana.

ESECUZIONI STORICAMENTE CONSAPEVOLI

L’ esecuzione storicamente consapevole — nota in precedenza come ‘autenticità’ in musica — sarà al centro della produzione del nuovo teatro. Si tratta di un concetto forse di semplice formulazione, ma un mondo d’interpretazione e di significato ne fanno uno dei nuclei centrali più interessanti e controversi nella produzione di opere barocche.

Diremo, a grandi linee, che il tema coincide con il tentativo della ricerca musicologica di capire la mentalità del tempo, del luogo e del contesto della composizione e della sua messa in scena originaria per meglio trattare le intenzioni del compositore, i modi in cui potrebbero essere state rese, all’epoca, sulla scena e nella buca orchestrale e di conseguenza stabilire quale sarebbe il modo migliore di renderle al giorno d’oggi. Naturalmente, l’approccio e gli ideali di coloro che interpretano queste opere oggi possono variare notevolmente; l’esecuzione storicamente consapevole in ambito operistico può interessare molti aspetti, dagli allestimenti in costume nello stile dell’epoca – con l’opportuna gestualità – fino alle presentazioni moderne studiate in modo da rispettare le intenzioni del compositore, mantenendo il lavoro vivo e attuale come la prima volta che andò in scena. Può anche significare, fra questi due estremi, molte altre cose.

In termini pratici, il concetto di esecuzione storicamente consapevole riguarda l’uso degli strumenti ‘d’epoca’, il diapason differente, la prassi esecutiva, la gestualità e le tecniche vocali del periodo, la comprensione del significato della notazione per il compositore e l’interprete, o semplicemente un tentativo di comprensione del contesto e dell’occasione compositiva. L’intenzione è quella di permettere all’ascoltatore una migliore comprensione della musica: e qui iniziano tanto il divertimento quanto il dibattito. Ascoltare e vedere dal vivo tutto ciò costituisce un’esperienza magica senza pari.

REPERTORIO

Se ‘opera barocca’ è un’espressione comoda con riferimento alle origini del teatro, la nostra produzione musicale si estenderà anche al periodo classico coprendo così adeguatamente l’arcata del genere operistico dal suo principio agli inizi del Seicento fino alla demolizione del teatro nel 1812 (anche se in realtà la morte di Mozart nel 1791 e l’apertura de La Fenice nel 1792 paiono suggerire uno spartiacque più adatto).

Ciò schiude un elenco quasi infinito di compositori, che certamente non si limita ai seguenti, particolarmente celebrati:

Jacopo Peri Antonio Caldara
Claudio Monteverdi Tomaso Albinoni
Henry Purcell Antonio Vivaldi
Stefano Landi Domenico Scarlatti
Francesco Cavalli Georg Friedrich Händel
Barbara Strozzi Nicola Porpora
Antonio Cesti Christoph Willibald Gluck
Francesco Gasparini Wolfgang Amadeus Mozart
Antonio Lotti  

 

Tuttavia, se le opere di questi grandi compositori sono spesso eseguite in modo storicamente consapevole, per quanto attiene alla musica, assistervi in un contesto come quello originario è semplicemente impossibile. Se quindi s’immagina la possibilità di realizzare opere come Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi (allestita per la prima volta al Teatro Santi Giovanni e Paolo nel 1640) o Le nozze di Figaro di Mozart (Vienna, 1786) con gli allestimenti e le scenografie originarie, questo progetto sprigiona subito un’innegabile forza artistica, culturale e commerciale che, oggi, non può essere vissuta.

Il teatro naturalmente produrrà le opere più significative composte in quest’arco di tempo, ma promuoverà al tempo stesso il recupero di opere meno note, che il pubblico non può conoscere.

IL NOSTRO PROGRAMMA

Il teatro metterà in scena tre tipi di produzioni:

  • CELEBRI
  • NOTI
  • DIMENTICATI / PERDUTI

Fornirà la situazione ideale sia per la crescita artistica, sia per il successo commerciale.

Sotto la direzione artistica di Andrea Marcon, il teatro farà crescere la sua compagnia di livello mondiale che potrà collocarsi a fianco della Venice Baroque Orchestra e assicurare i più alti standard musicali. Il teatro accoglierà anche compagnie d'opera da tutto il mondo per celebrare e conoscere assieme questa grande forma d'arte. L’intenzione è che diventi via via un crogiolo di eccellenza, la dimora più emblematica al mondo dedicata ai più grandi cantanti, musicisti e direttori d'orchestra.

Le opere e i compositori CELEBRI’ assicureranno serate di gala dei più grandi lavori eseguiti dai cantanti e strumentisti di élite del mondo.

Le opere e i compositori NOTIci permetteranno di esplorare le opere meno conosciute dei grandi compositori che dovrebbero far parte del repertorio moderno, ma che i teatri di oggi non osano inscenare e quindi sono state trascurate.

Le opere e i compositori DIMENTICATI / PERDUTIci portano a una passione originaria del teatro: il nostro desiderio di restituire al palcoscenico veneziano capolavori perduti e compositori dimenticati. È una linea di indirizzo per la quale vogliamo diventare rinomati.

Il nostro programma di didattica includerà anche produzioni studentesche tramite cui promuoveremo gli artisti di domani attraverso la preziosa collaborazione con il Conservatorio di musica ‘Benedetto Marcello’ di Venezia e la Schola Cantorum Basiliensis.

Mentre in questa fase ci concentreremo inevitabilmente sull’opera barocca, ci sono tutte le ragioni affinché il nuovo teatro diventi la cornice ideale per le musiche barocche da camera eseguite dai più eminenti ensembles e solisti a livello internazionale, così come per presentare il balletto barocco all’interno delle opere e nel proprio contesto. Senza dubbio, le stesse tematiche dell’esecuzione storicamente consapevole sarebbero anche applicabili alla sperimentazione esplorativa, all’esecuzione e allo studio di questi ambiti.