L'OPERA RISCOPERTA

Oggi non esiste un teatro che sia paragonabile

Il ricostruito Teatro San Cassiano sarà l'unico teatro d’opera barocca pienamente attivo al mondo.
La sua emblematicità fornirà le condizioni ideali affinché diventi il più importante punto di riferimento al mondo per l'opera barocca messa in scena in modo storicamente consapevole, attraendo i più grandi direttori d'orchestra, cantanti e strumentisti del mondo.

È la Storia in un contesto vivo e l'opera riscoperta in un ambiente che finora, per noi tutti, si è perso nel tempo.

IL PRIMO LIBRETTO

Se mai la magia, la passione e la comprensione di un momento storico sono state infuse in un testo, ciò accade nel libretto che Benedetto Ferrari scrisse per L’Andromeda, messa in scena per la stagione del Teatro San Cassiano nel 1637. Questo dramma per musica (scritto da Francesco Manelli) accese una miccia che a Venezia innescò un’esplosione, la quale a sua volta condusse a una storia di passione viva ancor oggi. Fu il punto di partenza dell’opera pubblica e segna l’inizio del suo viaggio verso la forma che conosciamo e amiamo oggi.

La richiesta fu tale che il libretto fu pubblicato pochi mesi dopo la messa in scena originaria insieme a un’appassionata illustrazione dei magici effetti speciali resi possibili grazie a macchine di scena e scenografie. Le immagini che evoca spiegano in un istante perché questo progetto debba essere realizzato. Il testo può essere letto per intero qui, ma le prime righe bastano per rendere l’idea:

“Sparita la Tenda si vide la Scena, tutta mare; con una lontananza così artifitiosa d’acque, e di scogli, che la naturalezza di quella (ancor che finta) movea dubbio a’ Riguardanti, se veramente fossero in un Teatro, o in una spiaggia di mare effettiva. Era la Scena tutta oscura, se non quanto le davano luce alcune stelle; le quali una dopo l’altra a poco a poco sparendo, dettero luogo all’Aurora, che venne a fare il Prologo. Ella tutta di tela d’argento vestita, con una stella lucidissima in fronte, comparve dentro una bellissima nube, quale ora dilatandosi, hora stringendosi (con bella meraviglia) fece il suo passaggio in arco per lo Ciel della Scena. In questo mentre si vide la Scena luminosa a par del giorno. Dalla Signora Madalena Manelli Romana fu divinamente cantato il Prologo: dopo del quale s’udì de’ più forbiti Sonatori una soavissima Sinfonia; a questi assistendo l’Autore dell’Opera con la sua miracolosa Tiorba. Uscì di poi Giunone sovra un carro d’oro tirato da’ suoi Pavoni, tutta vestita di tocca d’oro fiammante, con una superba varietà di gemme in testa, e nella corona. Con meraviglioso diletto de’ Spettatori volgeva a destra, ed a sinistra, come più le piaceva, il carro. Le comparve a fronte Mercurio. Era, e non era questo Personaggio in machina. Era, perché l’impossibilità non l’ammetteva volatile; e non era, poiché niun’altra machina si vedea, che quella del corpo volante.  Comparve guernito de’ suoi soliti arnesi, con un manto azurro, che le giva svolazzando alle spalle. […] In un istante si vide la Scena, di maritima, Boschereccia; così del naturale, ch’al vivo al vivo ti portava all’occhio quell’effettiva cima nevosa, quel vero pian fiorito, quella reale intrecciatura del Bosco, e quel non finto scioglimento d’acque. Comparve Andromeda con il seguito, di dodici Damigelle, in habito Ninfale”.

IL TEATRO DEL 1637

Per essere molto chiari: il compito di ricostruire l'originale Teatro San Cassiano del 1637 è enorme. Alcuni potrebbero persino dire impossibile.

L'opera veneziana potrebbe essere uno dei temi più studiati dalla musicologia, ma di quei primi teatri veneziani si sa molto poco. Per il Teatro San Cassiano del 1637, non ci sono né disegni, né piante, né alcuna descrizione del teatro originario. Oltre al primo libretto de L'Andromeda, non ci è giunta alcuna fonte relativa alla sua prima produzione.

Eppure, sebbene la maggior parte delle ricerche fino ad oggi si sia concentrata sulle messe in scena operistiche, è notevole ciò che può essere raggiunto quando gli archivi vengono utilizzati avendo come obiettivo la ricostruzione del teatro. In brevissimo tempo abbiamo già reperito le piante per il teatro del 1763, abbiamo sia le sue misure, sia quelle del suo predecessore (1695) e significativamente anche quelle del sito originario. Negli archivi veneziani abbiamo una preziosa fonte di risorse: dalle note dell'architetto agli atti notarili, mentre ogni documento studiato emana ulteriore luce mentre lavoriamo instancabilmente a ritroso verso il 1637.  Potremmo iniziare a edificare già domani una ricostruzione straordinariamente accurata ed emblematica del Teatro San Cassiano del 1695 e del 1763.

Ma fu il teatro del 1637 a cambiare il mondo, e vogliamo rendere giustizia alla storia ricostruendolo.

 

 

Così, passo dopo passo, la nostra scrupolosa ricerca si sta facendo strada attraverso i numerosi documenti d'archivio, i disegni, le precedenti versioni del teatro e le immagini di altri teatri contemporanei (come il Teatro dei SS. Giovanni e Paolo) per approdare a una pianta storicamente realizzabile per il 1637. Tenendo in dovuta considerazione i dati persi nel corso del tempo, così come le rivelazioni future ancora da scoprire, sta via via prendendo forma una pianta fondata su dati verificati accademicamente e realizzabile per l'originario Teatro San Cassiano del 1637, che può ora essere sottoposta al processo di revisione, argomentazione e contro-argomentazione che verrà via via messo a punto dall'analisi degli esperti.

Il processo è semplice: ricerca, consultazione, elaborazione delle piante, ricerca, consultazione, revisione delle piante, ricerca …

In questo senso, abbiamo la fortuna di avere tra i nostri consiglieri alcuni dei maggiori musicologi ed esperti a livello mondiale di Venezia per guidarci e consigliarci. Inoltre, per assicurarci di ricostruire il teatro nel modo più accurato possibile, ci siamo fatti affiancare dai nostri partner dello Shakespeare's Globe, e coinvolto lo stesso architetto specializzato in ricostruzioni, consulente tecnico e costruttore responsabile sia del Globe originario, sia del Sam Wanamaker Playhouse. Queste figure, dal canto loro, lavoreranno con specialisti di architettura e di teatro veneziani. Il sito web del Globe mostra come hanno risolto il problema della mancanza di piante per ricreare il teatro:

“Al di là delle concessioni per conformarsi ai moderni regolamenti antincendio, come uscite d’emergenza addizionali, insegne luminose, materiali ignifughi e alcuni macchinari moderni dietro le quinte, il Globe è la ricostruzione quanto più possibile accurata del Globe del 1599 sulla base della documentazione disponibile. La ricostruzione è tanto fedele all’originale quanto reso possibile dalle ricerche accademiche e dalle competenze artigianali, e oggi questo Globe è – ed è probabile che rimanga – né più né meno del miglior tentativo di replicare il teatro di Shakespeare”.

Rispetto al Globe di Shakespeare abbiamo il vantaggio di poter disporre sia di una quantità di fonti primarie, secondarie e a corredo assai più ampia a nostra disposizione, sia dell'evoluzione della tecnologia moderna, che stiamo esplorando con molto interesse. È in quest’ottica che, pur avendo completa fiducia nei nostri disegni per questa fase del processo, dobbiamo considerare che essi rimangano un primo passo introduttivo e un'istantanea della nostra ricerca al momento della stampa. Verranno migliorati e si evolveranno prima di avere una maggiore chiarezza con cui definire i disegni finali. La nostra ricerca è appena iniziata e con essa anche il divertimento.

IL TEATRO RICOSTRUITO

Unico, ma come?

  • Ricostruito fedelmente, tanto quanto le ricerche accademiche e le competenze artigianali consentiranno
  • Emblematico da un punto di vista storico, architettonico, artistico, culturale e musicale
  • Rappresenta il modello di teatro piccolo e intimo essenziale per la messa in scena di opere barocche veneziane e italiane secondo criteri storicamente informati
  • Un paesaggio sonoro unico
  • Un magico mondo di effetti speciali barocchi: dei ex machina che scendono dal cielo, mari ondosi, tempeste, stelle scintillanti e scenografie mobili che mutano in un batter d’occhio
  • Un’esperienza impareggiabilmente intima, intensa, straordinaria
  • Opere rappresentate così come i loro autori vollero in origine
  • La Storia dal vivo
  • L’opera riscoperta nel suo contesto originario

In ogni fase, l’integrità e l’autenticità del progetto intellettuale rimarranno della massima importanza.Il teatro non sarà un museo che lamenti la morte di Venezia, quanto piuttosto una voce pubblica grazie alla quale la città potrà relazionarsi col mondo.

 

I punti-cardine del teatro ricostruito

  • Forma del teatro
  • Acustica del teatro
  • Macchine di scena e scenografie nello stile dell’epoca
  • Esecuzione storicamente consapevole
  • Paesaggio sonoro barocco

“COM’ERA, DOV’ERA”

“Com’era, dov’era”

Questo motto è ben noto ai veneziani.  Anche se a volte è controverso, sarebbe negligente e ingannevole da parte nostra non riconoscere che, a prescindere dalle molte complicazioni insite in un percorso di questo genere, il cuore del progetto appartiene all'ideale di "com'era, dov'era" e al sogno di ricostruire il teatro del 1637 nel suo luogo originario.

Detto questo, siamo consapevoli sia della realtà, sia della complessità di un tale sogno, e pertanto la nostra strategia si è via via sviluppata in modo tale che ogni elemento possa, e debba essere perseguito in modo indipendente.

 

“Com’era”

L'obiettivo principale del progetto è semplicemente quello di ricostruire il teatro originale del 1637  "com'era": con ciò intendiamo quanto più accuratamente consentiranno la ricerca accademica e le moderne tecniche di costruzione.

Ciò è realizzabile in tre fasi.

  • Ampie ricerche accademiche
  • Tecnologia moderna: scansioni 3D ‘non invasive’ e scansione georadar del sito originario
  • Un team costituito dai migliori architetti esperti in ricostruzioni e dai più validi professionisti a livello internazionale in ambito di costruzioni, uniti alla conoscenza, alla comprensione “dall’interno” e all’abilità artigianale proprie di Venezia.

È opportuno chiarire che, se l’interno sarà dato da un teatro barocco secentesco, esso sarà incastonato in un moderno complesso del ventunesimo secolo rivolto al futuro. Si tratta infatti, oltre al resto, di abbracciare e contribuire a un nuovo futuro per Venezia.

 

“Dov’era”

Il sito originario del teatro è ora un giardino privato, ma non ha subito ulteriori lavori di costruzione, tanto che il suolo e l'impronta originaria del teatro rimangono completamente intatte.

Vedi le immagini per informazioni aggiuntive importanti.

In termini edilizi si tratta essenzialmente di un lotto libero. Quindi, chiaramente, se le parti interessate e le autorità fossero in grado di giungere ad un accordo, allora, almeno in teoria,  sarebbe del tutto possibile una ricostruzione del Teatro San Cassiano nel suo sito originario, qualora si addivenisse naturalmente a una volontà comune.  

Tuttavia, non si devono solo rispettare la privacy e i diritti degli attuali proprietari, ma anche accettare la realtà inconfutabile che, nel caso in cui fosse necessario scegliere un nuovo sito a Venezia, un sito più adatto alle esigenze artistiche e commerciali di oggi, questo verrebbe sottoposto a una valutazione completa e adeguata. Il cuore e la ragione dovranno collimare.

La decisione in merito a quale sito ospiterà la ricostruzione del Teatro San Cassiano si riduce, in sostanza, a un’alternativa:

  • cercare di ottenere i permessi necessari per acquistare e ricostruire nel sito originario, oppure
  • costruire in altro sito più adatto alle esigenze del ventunesimo secolo.

Se da un lato si tratta di problematiche complesse e attuali, dall’altro ci si trova di fronte alla necessità imperativa del rispetto delle condizioni di riservatezza delle varie persone e istituzioni coinvolte. Pertanto, con il dovuto rispetto per tutte le parti, il problema relativo al "dov'era" non sarà affrontato su questo sito web fino a quando non disporremo di un’autorizzazione completa a rendere pubblici eventuali accordi futuri.